Non sei invincibile: perché chiedere aiuto psicologico è un atto di forza

Solitudine e difficoltà mentale

Quante volte ti è successo di pensare che a te quella cosa non sarebbe mai accaduta, che quel problema così grosso, quella responsabilità, l’avresti gestita molto meglio di quel tuo conoscente o che tanto ce la fai da solo ad uscire da quel momento complicato?!  Quante volte, inconsciamente, hai pensato: “Sono invincibile!”.

Lo so che lo hai fatto, è normale, lo facciamo tutti e l’ho fatto anche io. Non sei sbagliato, ma purtroppo ti stai illudendo e questa convinzione rischia di diventare una trappola fatale.

Quando perdi il controllo: ansia e attacchi di panico

Negli ultimi due anni ho passato momenti molto difficili, dove la testa è entrata in un vortice così forte da non permettermi neanche di vedere quello che avevo accanto. Come quando in un pomeriggio d’estate stai giocando con le onde e una ti travolge inaspettatamente.

Ti ribalti più volte,

senti la testa che gira,

vedi schiuma da tutte le parti,

ma sai di essere comunque vicino pelo dell’acqua anche se in quel momento non distingui niente.

Trattieni il fiato che tanto, in pochi secondi, torni a galleggiare e a respirare con l’aria di chi si sta divertendo come quando era bambino.

A me l’onda mi ha travolto ma invece di portarmi subito a galla mi ha fatto vedere i suoi fondali più bui, quelli dove la fantasia colloca calamari giganti, squali dai denti affilatissimi e pesci pronti ad azzannarti da un momento all’altro.

Pensai:

“Sono invincibile!”;

“Me la caverò tranquillamente e tornerò in superficie a respirare”;

“Non esistono queste creature mostruose in un mare così basso”.

Passarono i mesi e oltre a calamari, squali e pesci si aggiunse anche un apnea costante, un mare in tempesta e una superficie che sembrava non arrivare mai nonostante tutte le fatiche per nuotare verso il sole.

Con il passare del tempo capii che non era un problema di fauna marina incazzata e assetata di sangue, era che io, in un mare così, non sapevo nuotare e da mesi non facevo altro che sprofondare.

Ancora peggio del non saper nuotare fu rendermi conto che l’onda non mi aveva fatto vedere i suoi abissi più bui, no, quelli erano i miei.

Erano gli abissi in cui la mia testa era finita illudendosi di essere in grado di nuotare controcorrente in un mare in tempesta.

È semplicemente impossibile!

 

uomo solo al tramonto in preda a un attacco di panico e ansia

 

Accettare la propria fragilità

Siamo tutti, sia io che scrivo sia tu che leggi, delle persone fragili.

Siamo fragili perché possiamo romperci, possiamo sentire dolore, possiamo cadere e sentire il vuoto dentro nonostante fuori, la vita, appaia agli occhi degli altri perfetta.

E no, non c’è niente di cui vergognarsi o di cui sentirsi in colpa.

Non è una sconfitta a definirci;

non è il cadere a renderci incapaci di camminare.

Tutto questo è semplicemente e naturalmente parte di noi.

Perché chiedere aiuto psicologico è un atto di forza

Io me ne accorsi durante un viaggio, quando in un momento di tranquillità ebbi un fortissimo attacco di panico che mi colse del tutto impreparato. Ci misi 4 ore per ritrovare un minimo di calma e solo lì, davanti a quei mostri inferociti capii che ero fragile e che avevo bisogno d’aiuto.

Da quell’episodio decisi di iniziare un percorso psicologico con una professionista e fin da subito capii che era la decisione migliore che potessi prendere in vita mia. Ho immediatamente capito che, nonostante tutte le difficoltà che si sarebbero presentate, era la rotta giusta da seguire, era l’aiuto di cui avevo bisogno, era l’unico modo che mi rimaneva per imparare a nuotare nel mare in tempesta che avevo dentro.

Per la prima volta, in quasi due anni, capii che la vera forza non era ostinarsi a nuotare controcorrente fino allo sfinimento, ma rispettare se stessi e i propri tempi, sapendo anche chiedere aiuto quando si è in difficoltà.

 

stretta di mano per accettare un aiuto

 

Non sei invincibile, ma puoi essere fortissimo

Non è facile accettare che non siamo invincibili ma che addirittura siamo fragili.

Vogliamo tutti essere indistruttibili, ma purtroppo non è così!

So che ci vorrà del tempo anche a te per accettare queste cose ma ti invito, di cuore, a farlo il prima possibile perché può veramente salvarti la vita.

Lo so che stai pensando, che chiedere aiuto non è sinonimo di forza, che se hai bisogno che qualcuno ti porga la mano per rialzarti allora vuol dire che da solo non sei in grado di farlo.

Ma attento, lo sforzo non sta nell’accettare la mano ma nel spingere con le gambe per tirarsi su e rimanere in piedi in equilibrio perché nessuno, con una mano, può farlo al posto tuo.

Non sei invincibile ma puoi essere fortissimo!

Nessuno decide al posto tuo, neanche il dolore

So cosa può frullare ora nella tua mente perché è successo anche a me. No amico mio, dallo psicologo non ci vanno solo i matti o i deboli, anzi, decidere di intraprendere questo percorso è un sinonimo di grande forza.

Sai perché?

Perché è molto più semplice piangersi addosso invece che affrontare, faccia a faccia, i mostri che ci tormentano.

Il primo passo per iniziare un percorso così e stare meglio è proprio quello di non permettere a nessuno di scegliere per te, neanche al dolore. Sarà proprio questo il momento in cui capirai di sentirti meglio; quando il dolore smetterà di prendere decisioni al posto tuo e quando la paura del giudizio degli altri non ti farà restare zitto e immobile.

Quindi non pensare a quegli stupidi che ti guarderanno strano o a quelli che non capiranno la tua scelta perché è la loro insicurezza a fargli sputare giudizi superficiali. Nessuno è nella tua testa e solo tu sai cosa stai passando. Proprio per questo, nessuno, può decidere per te.

 

uomo solo al tramonto che riflette sulla propria forza interiore

 

Accettati e rispettati: il primo passo per stare meglio

Se sei in un momento di difficoltà, a prescindere dalle cause, non far finta di niente.

Accettati e soprattutto rispettati!

Perché il dolore che provi non è detto sparisca da solo, anzi, molto probabilmente aumenterà con il rischio di diventare cronico.

Se soffri di attacchi di panico, di quell’ansia che ti fa rinunciare alle cose belle della vita, se hai paure, pensieri negativi, momenti di buio o mostri giganti che ti girano attorno, non fare finta di niente. Parlane con una persona che ti vuole bene, con un amico, un parente, uno che sai che sta passando un periodo simile al tuo. Condividere anche ciò che è negativo potrà farti solo del bene e potrà pure metterti in una connessione profonda con altre persone.

Come vedi siamo tutti uguali; tutti abbiamo paure, momenti di down, giornate storte e preoccupazioni che ci distolgono dalla realtà. Quindi non sentirti solo perché, fidati, sei circondato da persone che, come te, non aspettano altro che un aiuto per tornare a sorridere.

Il dolore, spesso, ci lascia quando impariamo ad accoglierlo, a conoscerlo, a parlarci in modo gentile.

Spero che queste riflessioni e la mia storia ti siano d’aiuto, ma se ne vuoi parlare scrivimi anche per email o in dm sui miei canali social come Instagram e Facebook, sarò felice di confrontarmi con te.

Un abbraccio 

Federico

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